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Acireale, insulti a vigili urbani dopo controlli antiabusivismo
Da «ti deve morire un figlio» a «cerebrolesi senza dignità»

Mal digerite le verifiche su licenze e assicurazioni sia dal vivo, durante le ispezioni, che successivamente attraverso le pagine social dedicate alla cittadina. L'amministrazione rivendica l'azione e assicura che si valuteranno eventuali azioni legali

Dario De Luca

L'oggetto della discordia è stato un rafforzamento dei controlli, da parte dei vigili urbani di Acirealesull'abusivismo commerciale. Verifica delle licenze ma anche della copertura assicurativa dei mezzi utilizzati per vendere frutta e verdura a bordo strada. Scene di vita quotidiana con macchine e camion trasformati in bancarelle. La stretta alla fine della scorsa settimana ha portato a cinque sequestri e altrettante sanzioni per una somma complessiva di poco superiore a duemila euro. «L'amministrazione ha dato mandato ai vigili di eseguire delle verifiche - spiega a MeridioNews il sindaco di Acireale Stefano Alì -, appurando che chi fa commercio ambulante sia in regola come previsto dalla legge. Serve sia per rispettare le norme ma anche a garanzia dei consumatori». 

L'azione della polizia municipale è stata però mal digerita con insulti e minacce che non si sono fermati al momento dei controlli. «Ti deve morire un figlio in pancia», è la frase che sarebbe stata rivolta all'indirizzo di una vigile. Lo spartito è stato lo stesso su Facebook con diversi commenti contenenti insulti tra i commenti della pagina Acireale Social. «Altro che tutori dell'ordine - scrive una donna - sono dei cerebrolesi telecomandati, senza cervello e senza dignità». «Pezzi di merda - continua un altro utente social - fate gli sperti con quelli che lavorano tanto voi lo stipendio lo avete sicuro. Lasciateli lavorare». In un commento si è addirittura fatto un parallelismo con un recente lutto che ha colpito il comando della polizia municipale con la morte di un agente andato in pensione. «Fate i bravi - si legge - già siete con la maledizione che state morendo tutti, non arrivate alla pensione. Ma fateli lavorare».

In città, inutile negarlo, il clima si è fatto pesante anche in virtù di precedenti fatti di cronaca. Nel 2019, lungo via Umberto, un agente venne colpito da una sportellata dopo avere contestato un parcheggio a un automobilista poi dileguatosi. Due anni prima, nel 2017, ignoti entrarono nei locali dell'ufficio Tributi e cosparsero il pavimento di benzina. Tra gli episodi pure l'incendio della macchina dell'ex sindaco Roberto Barbagallo e a due mesi di distanza il lancio di una bomba carta all'indirizzo del mezzo della moglie. 

«Di certo c'è che i controlli antiabusivismo proseguiranno», spiega a MeridioNews l'assessore alla polizia municipale Francesco Coco. «Cerchiamo di fare degli interventi più corposi anche perché appena si allenta la presa si assiste a un'invasione di chi vende senza rispettare le regole». Nel territorio di Acireale, città da circa 50mila abitanti e che conta diverse frazioni, i vigili urbani in organico sono 40 e all'incirca 25 sono quelli che fanno servizio in strada. «Abbiamo alcuni venditori che pur avendo la licenza - aggiunge l'assessore - stazionano a lungo nello stesso posto. C'è anche chi vende senza autorizzazioni e chi utilizza mezzi senza assicurazione». Il Comune, se da un lato non intende fermare i controlli, dall'altro promette di verificare caso per caso i singoli commenti. «Se ci sarà la possibilità agiremo con l'ufficio legale - conclude Coco - anche perché i social non possono essere praterie senza regole».

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