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Giarre, inaugurati i locali del nuovo Pronto soccorso
Il comitato: «Non è un traguardo. Manca personale»

Dopo cinque anni di attese, il comprensorio jonico ha di nuovo la struttura. Ma se il presidente Nello Musumeci parla del «ripristino di un servizio fondamentale», diversa è l'opinione di alcuni attivisti. «Sono necessari altri interventi». Guarda le foto

Carmelo Lombardo

Un taglio del nastro in grande stile per una struttura attesa da oltre cinque anni. I nuovi locali del Pronto soccorso di Giarre sono stati inaugurati e potranno già essere attivi dal prossimo 27 settembre. I lavori, costati circa un milione di euro provenienti fondi regionali, hanno riguardato un'area di 700 metri quadrati. Nella nuova struttura è prevista una zona triage con percorsi dedicati per i codici colore per emergenza-urgenza, per i codici rosa - per le donne vittime di violenza - e aree dedicate per la gestione dell'emergenza Covid-19. Adeguati anche gli standard operativi del servizio con una sala per l’Osservazione breve intensiva (Obi) dotata di quattro posti letto, sale di attesa e locali di supporto. In fase di progettazione la nuova camera. Le opere hanno interessato anche l'impianto elettrico, idrico, di climatizzazione e la rete antincendio. 

Il presidente della Regione Nello Musumeci si dice soddisfatto del passo compiuto. «Abbiamo portato a termine un impegno che io avevo assunto sin da quando ero deputato d'opposizione - afferma - Oggi restituiamo a Giarre quello che una politica disattenta e distratta aveva tolto. Questo è stato un investimento importante. Allo stesso tempo, bisogna continuare ad affidarsi ai medici di base, perché facciano da filtro tra una vasta utenza e l'ospedale. Ancora - continua Musumeci - restano alcune aree ammalorate dell'edificio che hanno bisogno di manutenzione. Inoltre mancano i medici per poter consentire un ricambio ordinario. Fino a quando l'Italia non avrà medici specialisti, le Aziende sanitarie provinciali saranno costrette a fare i salti mortali. Noi andiamo avanti: questo è un giorno di festa». Tuttavia, l'ottimismo espresso da Musumeci si scontra con le parole dal tono critico del Comitato cittadino di Giarre Rivogliamo l'ospedale. I cittadini, da quando, nel 2015, l'allora governo guidato da Rosario Crocetta prese la decisione di sospendere il servizio di pronto soccorso della città jonica, hanno da sempre protestato perché la struttura tornasse disponibile. Non mancando, inoltre, di elencare i casi di malasanità che, secondo gli attivisti, sono avvenuti da quando la struttura è chiusa. 

«Quello che molti, oggi, considerano un traguardo per noi non lo è - dichiara Angelo La Rosa a MeridioNews - Molti parlano del ripristino di un servizio ma, di fronte alla mancanza di personale, ci chiediamo come possa esserlo. Sappiamo che per l'Asp ci sono delle difficoltà nella pianta organica e che il personale potrebbe fare anche dei turni extra». Attualmente l'ospedale di Giarre è dotato del reparti di Psichiatria, Medicina, Geriatria, Chirurgia, Radiologia e laboratorio analisi. «Non si riesce a trovare abbastanza personale. Inoltre - prosegue La Rosa - La struttura è agibile, ma con dei locali che non possono essere utilizzati perché hanno bisogno di manutenzione. Eppure sappiamo che ci sono dei finanziamenti e delle relazioni tecniche. Vista questa situazione, ci sembra scorretto parlare di inaugurazione davanti a un servizio del genere». 

L'inaugurazione del nuovo pronto soccorso di Giarre arriva dopo la messa in funzione dei nuovi locali di Acireale dello scorso 16 agosto, dove si è registrata l'assenza del sindaco della città jonica Angelo D'Anna. «La decisione di chiudere il pronto soccorso di Giarre arrivo già nel 2015, anche se da prima erano stati ridotti diversi servizi - sottolinea D'Anna - Finalmente queste comunità hanno di nuovo un servizio fondamentale davanti a dei diritti che sono stati calpestati già da diversi anni».

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