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Attacco Anonymous a sostegno dei No Muos
«È un interesse dei potenti contro i cittadini»

Da questa mattina i siti web della Difesa italiana e del Comune di Niscemi sono oscurati a seguito di un attacco da parte degli hacker-attivisti della Rete, rivendicato con un comunicato di solidarietà con quanti lottano perché il sistema di antenne satellitari statunitensi in costruzione in contrada Ulmo non venga completato. Colpita anche la pagina della Difesa americana, che però è di nuovo on line

Desirée Miranda

«È nostra intenzione sostenere la protesta contro le antenne del Muos in Sicilia, nei pressi di Niscemi». Con queste parole e soprattutto con l’oscuramento dei siti della Difesa italiana, americana e del Comune niscemese il gruppo Anonymous manifesta la sua vicinanza agli attivisti che protestano contro la costruzione dell'impianto di antenne satellitari della marina militare Usa in contrada Ulmo. Pagine web che, ad eccezione di quello della difesa statunitense, tornato subito agibile, sono ancora offline.

sito della Difesa italiana, ore: 14

sito della Difesa Usa, ore: 14

sito del comune di Niscemi, ore:14

Condividono pienamente con i no Muos la voglia di volere decidere da sé del proprio futuro e soprattutto delle propria salute. Cittadini che non sono legati a gruppi di potere e di interesse, ambienti «connotati di una spietata timocrazia dove la rapace accumulazione del denaro fine a se stessa, è il merito che determina le possibilità di espressione e di esistenza di ogni individuo», come si legge sul comunicato pubblicato sul sito web NoMuos, e quindi gli unici che «possono effettivamente decidere della sorte dell’ambiente e delle sue ricchezze».

Sono convinti della pericolosità dell’impianto e sostengono dunque che «resistere è legittimo. A qualunque costo», soprattutto «in un clima dove la militarizzazione delle terre diviene sempre più fitta, e dove, in un vero stupro dell’immaginario collettivo, essa si insinua silente nel tessuto sociale fino a venire accettata come normale prassi e molto spesso come necessità».

Citano, quindi, una serie di relazioni che esperti in materia di emissioni elettromagnetiche, quali Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu - che già da due anni professano la pericolosità delle emissioni elettromagnetiche sulla salute umana - e nel ribadire che «Anonymous trova oltraggioso che i pochi potenti, in nome dei propri interessi, in ultima analisi, economici, mettano a repentaglio la salute della maggioranza della popolazione e la natura, patrimonio di ogni essere vivente», fanno altri esempi di impianti elettromagnetici in Italia che perseguirebbero interessi di pochi danneggiando i molti.

«Antenne mortifere sorgono in nome degli interessi ecclesiastici presso Cesano, vicino a Roma; quelle del quartier generale della Marina militare, si trovano invece, a tutela dell’interesse nazionale, in località La Storta, poco distanti». Non solo. «Persino la Sardegna, già colonizzata dalle servitù militari e vittima delle conseguenze (tumori, leucemie), è stata individuata per essere inserita nel progetto di triangolazione Muos attraverso l’installazione di radar e sofisticate tecnologie militari dannosissime per la salute e l’ambiente».

Gli Anonymous, si definiscono inoltre antimilitaristi. Non importa loro, pertanto, se per perseguire gli scopi prefissati in tali basi si utilizzino soldi italiani o americani. Ritengono «indegno e disgustoso  - infatti - che lo Stato italiano, che ha inscritto nella propria costituzione il ripudio della guerra, ospiti in realtà numerosissime basi ed installazioni militari».

Infine, viene lanciata una invettiva ai governanti , insieme ad un invito a ribellarsi per i cittadini: «Vada al macero il vostro nauseabondo nazionalismo sostenuto dalle mani lorde di sangue inerme degli eserciti, siano maledette le vostre armate aguzzine e che ogni singolo centesimo dilapidato per le vostre guerre e le vostre celebrazioni militari possa tramutarsi in un nuovo impeto d’ira negli ultimi che voi opprimete!».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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