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Intel a Catania? Prima bisogna vincere il tifo di Giorgetti
Ministro: «A Mirafiori giusti talenti». Battaglia è politica

La multinazionale americana è pronta a spendere fino a 80 miliardi di euro in Europa. Per riuscirci verranno realizzati due nuovi impianti. In lizza Germania, Francia e Italia. Polemiche dopo l'uscita del ministro per lo Sviluppo economico e vicesegretario Lega

Dario De Luca

Un nuovo stabilimento per la produzione di semiconduttori di ultima generazione e centinaia di posti di lavoro. L'equazione è quella che metterebbe - il condizionale è d'obbligo - sullo stesso piano il polo industriale di Catania e la multinazionale americana Intel. La stessa che da giorni, tra uscite ufficiali e sussurri, viene data come pronta a investire ai piedi dell'Etna. Ma tra il dire e il fare bisognerà fare i conti anche con le ambizioni di Torino. Il capoluogo del Piemonte potrebbe soffiare l'investimento con una candidatura che nelle ultime ore sembra prendere sempre più corpo. Anche perché a sponsorizzarla è Giancarlo Giorgetti, forte del suo ruolo di ministro dello Sviluppo economico nel governo guidato da Mario Draghi, oltre a essere il vicesegretario federale della Lega dal 26 febbraio 2016. Insomma la partita sembra assumere contorni anche politici. 

Il polo indicato dall'esponente del Carroccio è quello di Mirafiori, quartiere diventato simbolo dell'impianto automobilistico della Fiat. «Ritengo che qui ci siano talenti, capacità, intelligenze, innovazione assolutamente adatte per un investimento di quel tipo», ha detto Giorgetti durante una visita a Mirafiori. Due giorni prima, ma attraverso un post sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Catania Salvo Pogliese aveva sottolineato le «concrete» possibilità che l'investimento ricada su Catania, aggiungendo di essere pronto a sostenere l'iniziativa al ministero dello Sviluppo economico, lo stesso retto da Giorgetti. In realtà non è nemmeno certo che Intel scelga l'Italia per i suoi nuovi impianti. 

Nei giorni scorsi l'amministratore delegato Pat Gelsinger ha annunciato la volontà di investire fino a 80 miliardi di euro nel vecchio continente. In corsa, oltre all'Italia, ci sono Francia, Germania e Polonia. L'obiettivo è quello di dare una considerevole spinta alla produzione di chip per il settore automobilistico. Quest'ultimo pesantemente segnato dal Covid-19 e dai continui lockdown che si sono susseguiti negli ultimi due anni. Le interlocuzioni tra Intel e l'Italia sono state avviate. E, a sostegno della bontà dell'investimento nel nostro Paese, c'è anche una relazione sulla microelettronica che è stata realizzata dal Consiglio nazionale delle Ricerche, principale ente pubblico di ricerca italiano che ha a Catania la sua sede centrale a livello nazionale per quanto riguarda la microelettronica e i microsistemi.  

In Italia tra le aziende leader nella produzione di componenti elettronici c'è anche la STMicroeletronics. L'azienda italo-francese proprio a Catania ha una sua fabbrica ed è a già a lavoro per la costruzione di un nuovo stabilimento di produzione. Un'operazione di oltre due milioni di euro che, come svelato da MeridioNews nei mesi scorsi, si colloca davanti la base militare Maristaeli, alla zona industriale etnea. 

«Pare che certi pressing, provenienti da chi ha prestato giuramento sulla bandiera italiana e da chi dovrebbe fare gli interessi nazionali, stiano portando l’azienda americana ad investire nell’area industriale piemontese - spiega la deputata a vicepresidente all'Assemblea regionale siciliana Angela Foti - mi appello al governo della Regione e alla ministra per il Sud Mara Carfagna. Catania ha le carte in regola per ospitare l’Intel, fruisce i benefici delle Zone economiche speciali e ha un impellente bisogno di rilancio e di impresa. Auspico che entro la metà di ottobre, data intorno alla quale l’Intel comunicherà i suoi intendimenti, si possano incontrare gli amministratori e i rappresentanti dell’azienda per caldeggiare Catania quale meta di investimenti». 

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