Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

La comunità di Sant'Egidio assiste i migranti
Servono soprattutto scarpe, cibo e denaro

Sono sbarcati in cento, ieri sulle coste etnee, il secondo barcone in meno di una settimana. Vengono dall'Egitto e fuggono la guerra, e per questo a Catania hanno bisogno di tutti: delle istituzioni e dei cittadini. Per i ventisei fermi da ieri al pazzetto sportivo di Cibali, si sono attivati i volontari della Comunità di Sant'Egidio che chiedono ai catanesi di donare ciò che possono

Federica Motta

«Nessuno era preparato a tutto questo, nemmeno le istituzioni. Non ci aspettavamo che gli sbarchi sarebbero avvenuti a Catania. Eppure adesso è emergenza e bisogna fare qualcosa». A parlare è Simone Catania, uno dei giovani volontari della comunità di Sant'Egidio etnea che da ieri assiste i migranti  fermi al palazzetto dello sport del quartiere Cibali. Sono arrivati in 99 ieri, e i primi ad essere spostati al Cara di Mineo sono state le donne e una quindicina di bambini di nazionalità siriana ed egiziana. In città sono rimasti in ventisei, tutti uomini dai 15 ai 26 anni, affidati alle istituzioni e al supporto dei volontari Caritas e di Sant'Egidio che, per far fronte alle loro necessità hanno organizzato una raccolta di indumenti e alimenti.

«Serve tutto e tutti possono contribuire, con una donazione o portando ciò che possono», che non sempre sono beni primari come pasta, latte e indumenti. «Vestiti al momento ce n'è a sufficenza - dice Simone - D'altronde sono l'elemento più facile da reperire. Ieri, ad esempio, avevamo emergenza di pannolini, omogenizzati e succhi di frutta per i più piccoli. Oggi ci siamo accorti che la maggior parte dei rimasti in città erano a piedi nudi e servono urgentemente delle scarpe. Qualcosa la compreremo con le prime offerte arrivateci, ma ogni giorno le necessità cambiano».

«Per fortuna la macchina della comunità si è subito attivata.  Un gruppo di circa 100 ragazzi dai 16 ai 22 anni - volontari del gruppo Giovani per la pace di Sant'Egidio, tramite il passaparola tra conoscenti e il giro nei supermercati  - ha raccolto tante cose», racconta Simone.

«Io ho trent'anni e faccio parte della Comunità da anni. Siamo una decina di adulti a coordinare gli interventi. Dal portare il pasto caldo a qualunque altra cosa serva. Anche fosse solo stare con loro e ascoltarli», dice. «Quello che più ci ha colpito sono i loro racconti. C'è chi è scappato per dare da mangiare alla propria famiglia e con gli occhi lucidi dice di aver lasciato moglie e figli. E chi, tra i più giovani, è scappato per paura della guerra. Te la racconta come una cosa vicina, reale. Dicendoti che non è fuggito in cerca di lavoro, ma solo di tranquillità».

Per dare un contributo è possibile recarsi alla sede della Comunità di Sant'Egidio, presso la Chiesa di Santa Chiara in via Garibaldi 89 o contattare telefonicamente Simone (333.9912102) o Emiliano (392.1367908), tra i volontari referenti.

 

[Foto di m.aquila]

Meridio rubriche

Leggi tutte le rubriche

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore RMB s.r.l.
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Palazzo di cemento, storia di uno sgombero

Per decenni la torre C3 Moncada di Librino è stata il simbolo dell'illegalità. Dalla scorsa primavera, il Comune di Catania ha condotto una lunga battaglia per strapparla agli occupanti. La vicenda dello stabile-simbolo di una periferia, dalla sua costruzione ai contrasti tra gli ex-abitanti e ...

Discariche di Motta S. Anastasia

Dalle proteste alle indagini che hanno scosso il settore dei rifiuti a livello regionale. La storia degli impianti di smaltimento della spazzatura che si trovano in contrada Tiritì e Valanghe d'inverno, tra i più grandi di Sicilia

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×