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Parte il processo ai clan mafiosi di Belpasso e Paternò
Truffe e pizzo. A Condorelli: «Ti facciamo saltare in aria»

Sono 78 gli imputati nel procedimento scaturito dall'operazione Sotto scacco. Arresti ai quali aveva contribuito anche la denuncia dell'imprenditore preso di mira per una estorsione: col biglietto di minacce, una bottiglia piena di alcol. Leggi tutti i nomi

Marta Silvestre

Si apre oggi con l'udienza preliminare davanti al gup Luigi Barone nell'aula bunker della casa circondariale Bicocca di Catania il processo che vede alla sbarra 78 imputati alcuni dei quali appartenenti ai gruppi mafiosi di Belpasso e Paternò legati alla famiglia mafiosa di Cosa nostra dei Santapaola-ErcolanoTraffico di droga, truffe sui sussidi statali riservati ai braccianti ed estorsioni sono i reati contestati che erano emersi nell'ambito dell'operazione antimafia Sotto Scacco che, a maggio, aveva portato a un blitz dei carabinieri che si era concluso con gli arresti

A contribuire a questi arresti era stata anche la denuncia di Giuseppe Condorelli, il titolare della nota azienda dolciaria di Belpasso che era stato scelto come vittima. «Mettiti a posto o ti facciamo saltare in aria. Cercati un amico», era la frase scritta su un bigliettino lasciato davanti al bar pasticceria di via Vittorio Emanuele III, nel marzo del 2019, insieme a una bottiglia piena di alcol etilico. Un tentativo di costringere l'imprenditore a pagare il pizzo di fronte al quale, invece, Condorelli ha opposto un rifiuto e ha denunciato l'episodio. Lui adesso sarà parte offesa nel processo insieme anche alla direzione provinciale di Catania dell'Inps nella persona del direttore pro-tempore. 

A chiedere il rinvio a giudizio erano stati i pubblici ministeri Andrea Bonomo e Giuseppe Sturiale. Alla sbarra ci sono cognomi noti come quelli dei tre gruppi di Paternò legati alla famiglia di Cosa nostra etnea: Alleruzzo, Assinnata e Amantea. Ma anche Pietro Puglisi che, per l'accusa, sarebbe stato alla guida del gruppo Assinnata tra gennaio 2018 e giugno 2019; e Vito Salvatore Amantea, capo dell'omonima famiglia e figlio di Franco che, pochi giorni prima dell'operazione era risultato essere tra i percettori illeciti del reddito di cittadinanza. Imputati sono anche i due uomini che, stando a quanto emerso dalle indagini, avrebbero gestito il gruppo dei Santapaola a Belpasso: Barbaro Stimoli e Daniele Licciardello.

Per un imprenditore che denuncia, però, ce ne sono altri che sono finiti indagati perché si sarebbero mostrati compiacenti nei confronti dei clan al punto di favorire gli affari delle cosche. È il caso di Salvatore Tortomasi, titolare di un'azienda che commercia prodotti agricoli, che in cambio avrebbe ottenuto non solo la promessa di protezione ma anche la possibilità di acquisire una posizione dominante nel mercato di riferimento. A Paternò, il gioielliere Angelo Nicotra e l'imprenditore Enrico Maria Corsaro avrebbero favorito Pietro Puglisi e Vito Salvatore Amantea nel tentativo di nascondere soldi sporchi.

A processo sono finiti anche tutti i protagonisti del sistema delle truffe nelle indennità di disoccupazione previste per i braccianti stagionali. Lo schema sarebbe stato quello classico - lo stesso emerso anche nell'operazione Impero di due giorni fa ad Adrano: tramite la compiacenza di persone di fiducia, si sarebbero fatti risultare come operai persone che in realtà non lavoravano nei campi. Il tutto per riuscire ad accumulare le giornate necessarie per fare scattare le indennità. Ai falsi braccianti sarebbero andati solo 20 euro al giorno, mentre il resto restava nelle casse dei clan.

L'elenco completo degli imputati:

1. Francesco Alleruzzo (classe 1982), detenuto nella casa circondariale Bicocca di Catania;
2. Santo Alleruzzo (classe 1954), detenuto nella casa circondariale di Rossano Calabro;
3. Salvatore Vito Amantea (classe 1995), detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo;
4. Alfio Asero (classe 1974);
5. Carmelo Barbaro Asero (classe 1976);
6. Vincenzo Asero (classe 1972);
7. Domenico Filippo Assinnata (classe 1952);
8. Angelo Beato (classe 1980);
9. Christian Alfio Beato (classe 1991);
10. Maria Rita Beato (classe 1988);
11. Giuseppe Beato (classe 1979), detenuto nella casa circondariale Rocco D'Amato di Bologna;
12. Davide Alessandro Befumo (classe 1980), detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo;
13. Adriano Salvatore Bellia (classe 1987);
14. Paolo Biondi (classe 1975);
15. Omar Francesco Borzì (classe 1989);
16. Carmelo Brancato (classe 1980);
17. Roberto Camuti (classe 1968);
18. Roberto Catrini (classe 1969);
19. Francesco Celeste (classe 1988);
20. Giuseppe Chisari (classe 1984);
21. Rosaria Anna Chisari (classe 1982);
22. Carmelo Simone Consalvo (classe 1997);
23. Enrico Maria Corsaro (classe 1972);
24. Barbaro Luca Maria Cosentino (classe 1995), attualmente agli arresti domiciliari;
25. Katia Cunsolo (classe 1985);
26. Lorenzo Di Leo (classe 1991), detenuto nella casa circondariale di Caltanissetta;
27. Marco Di Leo (classe 1991), detenuto nel carcere di Siracusa;
28. Sebastiano Di Mauro (classe 1994), detenuto nella casa circondariale di Trapani;
29. Francesco Salvatore Fallica (classe 1960);
30. Antonino Fichera (classe 1978);
31. Vittorio Emanuele Fioretto (classe 1986);
32. Alessandro Fazio (classe 1977), detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo;
33. Michele Fontanarosa (classe 1957), detenuto nella casa circondariale di Agrigento;
34. Giorgio Freni (classe 1965), detenuto nella casa circondariale di Agrigento;
35. Vincenzo Gattarello (classe 1982), detenuto nel carcere di Caltagirone;
36. Giovanni Battista Giangreco (classe 1995), attualmente agli arresti domiciliari;
37. Andrea La Delfa (classe 1980), attualmente agli arresti domiciliari;
38. Fabio La Delfa (classe 1977);
39. Salvatore Rosario La Delfa (classe 1972);
40. Lorenzo Leonardi (classe 1995);
41. Lorenzo Liberatore (classe 1995);
42. Salvatore Liberatore (classe 1974);
43. Daniele Licciardello (classe 1973), detenuto nel carcere di Caltanissetta;
44. Cristian Lo Cicero (classe 1986);
45. Pasqualino Malandrino (classe 1981), attualmente agli arresti domiciliari;
46. Gaetano Marchese (classe 1977);
47. Vincenzo Massara (classe 1982);
48. Salvatore Meli (classe 1979);
49. Alfio Mendolaro (classe 1981); detenuto agli arresti domiciliari;
50. Barbaro Messina (classe 1980);
51. Francesco Mobilia (classe 1980), detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo;
52. Giuseppe Mobilia (classe 1977), detenuti nel carcere di Agrigento;
53. Salvatore Occhipinti (classe 1998), detenuto per altra causa nel carcere di Caltagirone;
54. Giuseppe Orto (classe 1962), detenuto agli arresti domiciliari;
55. Francesco Pagano (classe 1954);
56. Consolato Pappalardo (classe 1968);
57. Carmelo Parisi (classe 1975), detenuto agli arresti domiciliari;
58. Alfio Pirro (classe 1975), detenuto agli arresti domiciliari;
59. Pietro Puglisi (classe 1974), detenuto nella casa circondariale di Teramo;
60. Salvatore Dario Puleo (classe 1979);
61. Andrea Giovanni Rapisarda (classe 1982);
62. Giuseppe Rapisarda (classe 1982);
63. Giuseppe Recca (classe 1963), detenuto nel carcere di Caltanissetta;
64. Levi Roselli (classe 1978);
65. Sebastiano Saraceno (classe 1965);
66. Alfio Giuseppe Sava (classe 1980);
67. Lorenzo Michele Schillaci (classe 1968), detenuto nella casa circondariale di Avellino;
68. Ivan Gianfranco Scuderi (classe 1992), detenuto nel carcere Bicocca di Catania;
69. Orazio Sinatra (classe 1971), detenuto nel carcere di Siracusa;
70. Giuseppe Gaetano Sinatra (classe 1993)m detenuto nel carcere Bicocca di Catania;
71. Maurizio Sinatra (classe 1988), detenuto agli arresti domiciliari;
72. Barbaro Stimoli (classe 1978), detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo;
73. Salvatore Stimoli (classe 1981), detenuto nel carcere Bicocca di Catania;
74. Vincenzo Junior Stimoli (classe 1994), detenuto nel carcere di Agrigento;
75. Cristian Terranova (classe 1992), detenuto nel carcere Bicocca di Catania;
76. Salvatore Tortomasi (classe 1958), detenuto agli arresti domiciliari;
77. Salvatore Tripoli (classe 1990);
78. Vincenzo Ventura (classe 1983).

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