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Comunali a Giarre, Cantarella vince al primo turno
«Come mio padre, sarò anch'io sindaco tra la gente»

Nel centro ionico non c'è stata partita da subito. La fascia tricolore va al candidato sostenuto da una coalizione variopinta. Secondo Leo Patanè nel cui comitato prevale la delusione. Terza Patrizia Lionti. Male l'uscende D'Anna. Chiude Torrisi

Simone Olivelli

Sezioni scrutinate 31 su 31 (14.655 votanti)

LEO CANTARELLA
7406 voti - 52,34%




LEO PATANÈ
3067 voti - 21,67%



PATRIZIA LIONTI
1386 voti - 9,80%



ANGELO D'ANNA
1170 voti - 8,27%



ELIA TORRISI
1121 voti - 7,92%




Il nuovo sindaco di Giarre è Leo Cantarella. Il medico 58enne ha vinto la contesa con oltre il 52 per cento di preferenze. Una vittoria che sin dalle prime battute è sembrata probabilissima. Per buona parte dello scrutinio Cantarella - figlio d'arte forte del sostegno di sei liste con l'appoggio trasversale di Pd, Fratelli d'Italia e Cgil - è stato anche vicino al 60 per cento dei consensi. «I giarresi hanno creduto al progetto - ha commentato a caldo Cantarella quando la vittoria era già in tasca - Non ho chiesto a nessuno la tessera dei partiti, chi ha aderito ha creduto nel programma e insieme lavoreremo per la città. Dell'esperienza di mio padre mi porto dietro l'onestà e la voglia di essere il sindaco tra la gente. Si deve ricucire questo strappo che c'era tra amministrazione e cittadini».

Eredita la fascia da Angelo D'Anna. Il primo cittadino uscente è arrivato quarto superando di poco l'otto per cento. Una debacle figlia di una serie di fattori: dall'avere soltanto una lista al proprio sostegno a una campagna elettorale avviata con qualche ritardo e con il pensiero all'attività amministrativa in corso. «Ci aspettavamo sicuramente di più, toccherà riflettere con le persone che mi sono state vicino su cosa fare - ha detto l'ormai ex sindaco -. I voti che ho ricevuto sono voti di opinione, non condizionati da fattori esterni. Non disperderemo il patrimonio di rapporti che si è creato in questa campagna. Io - continua - ho fatto la mia esperienza da sindaco e in futuro non mi ricandiderò, ma vorrei contribuire a far crescere una nuova generazione che possa portare a una nuova candidatura nel segno dell'etica della politica»

Più deluso di tutti, però, è Leo Patanè. Il candidato di centrodestra, nonostante il sostegno di Forza Italia, Democrazia Cristiana e di due big della fascia ionica come gli ex deputati Biagio Susinni e Nino Amendolia, è arrivato secondo con un consenso che sfiora il 22 per cento. Troppo poco per sperare nel ballottaggio. «Il secondo turno doveva essere nelle previsioni, purtroppo il sindaco uscente non ha retto, con risultati migliori l'elezione al primo turno non ci sarebbe stato - commenta Patanè -. Giarre perde un'opportunità, avevamo creato una squadra di professionisti e giovani, con sinergie nei territori limitrofi e le istituzioni regionali. Purtroppo - conclude Patanè - le logiche della vecchia politica hanno prevalso». Sul gradino più basso del podio Patrizia Leonti: l'ex assessora della giunta D'Anna si è fermata a ridosso del dieci per cento. Ultimo il 27enne Elio Torrisi, che ha ottenuto poco meno dell'otto per cento dei voti. 

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