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Muos, la grande gru esce dalla base Usa
Gli attivisti: «Si prepara la guerra in Siria»

Era arrivata in contrada Ulmo l'11 gennaio il mezzo che, ieri mattina, è stato portato via dal cantiere per la costruzione dell'impianto di antenne satellitari. «Forse serve una manutenzione delle altre antenne, che servono per comunicare con le navi da guerra nel Mediterraneo», ipotizzano dal comitato No Muos di Niscemi. E intanto il sindaco Francesco La Rosa, in polemica da giorni con i militanti, annuncia «un ricorso legale contro la ripresa dei lavori. E una richiesta di risarcimento danni alla Enichem per i danni ambientali evidenziati dall'Iss». Guarda i video

Leandro Perrotta

Niscemi, contrada Ulmo: alle ore 11 del 3 settembre una grande gru viene portata via dal cantiere del Muos. Era all'interno della base militare dell'esercito degli Stati Uniti d'America dalla notte tra il 10 e l'11 gennaio, giunta tra le proteste dei militanti No Muos. Proprio in attesa dell'arrivo del grande mezzo meccanico erano stati formati i primi presidi nei pressi della base a novembre dello scorso anno. Oggi gli attivisti niscemesi non sanno spiegarsi il motivo dell'uscita dalla base, e si fanno varie ipotesi. «Forse, vista l'imminente guerra in Siria, si stanno concentrando nel ripristinare le altre antenne della base, che servono per comunicare con tutti i mezzi navali nel Mediterraneo», dichiara Fabio D'Alessandro, tra i membri più attivi del maggiore comitato No Muos di Niscemi.

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I lavori all'interno del cantiere del resto «vanno avanti a rilento», continua D'Alessandro, e le tre grandi parabole che costituiranno la parte principale del nuovo sistema globale di comunicazione satellitare dell'esercito Usa «non sono ancora state issate». «Noi ci aspettavamo che dopo la rimozione dei blocchi si sarebbe proceduto con la costruzione in maniera spedita», spiega l'attivista. E proprio sulla rimozione dei blocchi stradali, attuata con l'utilizzo di mezzi del comune nisseno, nel corso di un'assemblea pubblica svoltasi in piazza lo scorso 30 agosto, i contrasti tra il comitato No Muos e il sindaco Francesco La Rosa sono apparsi giungere a un punto di rottura.

«Il sindaco ci ha definiti persone con cui non si può avere un dialogo», dichiara D'Alessandro, ma La Rosa risponde alle accuse: «Nessuna rottura, mi sono confrontato pubblicamente con loro, invitato dal comitato Mamme no Muos, e affrontando i fischi». La distanza tra il sindaco e il comitato appare comunque evidente. «Essere No Muos non può significare occupare e distruggere l'aula consiliare, oppure partecipare a una manifestazione antifascista», dichiara Francesco La Rosa.

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«Io come sindaco devo muovermi all'interno delle regole: il prefetto aveva ordinato la rimozione dei blocchi, e non potevo non intervenire. Altrimenti lo avrebbe fatto qualcuno in mia vece, prendendo i miei poteri. Queste sono le regole della politica, e tutti i consiglieri comunali sono unanimi contro il Muos», afferma La Rosa. Che come atti dell'amministrazione annuncia due azioni legali. «Presenteremo un ricorso contro la revoca della revoca ai lavori sul Muos fatta da Rosario Crocetta. E poi una richiesta di risarcimento danni alla Enichem, per i danni causati sul territorio, così come emerso dalla relazione dell'Istituto superiore di sanità», spiega il sindaco. Sui tempi della presentazione, assicura: «Passeranno due o tre giorni al massimo per la presentazione dei ricorsi». Ma dalla ripresa dei lavori all'interno della base Usa è già passato più di un mese. «Purtroppo tutto è successo a fine luglio, pochi giorni prima della pausa di agosto», si giustifica La Rosa.

 

[Foto e video di Antenne 46]

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