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Rilanciare la Sicilia attraverso il recovery fund
Il network virtuoso di Compagnia delle Opere

Cdo Sicilia, prima realtà associativa a lavorare per mettere a sistema questo tipo di sinergia, opererà attraverso una cabina di regia appena insediata, che avrà come coordinatore regionale la vicepresidente Cristina Scuderi

Redazione

Rilanciare la Sicilia impiegando al meglio le risorse del recovery fund. È questo l'ambizioso obiettivo che si pone la rete tra professionisti e imprese di Compagnia delle Opere. Punto di forza del nuovo modello di lavoro è il network creato e consolidato in questi anni sul territorio regionale, grazie alla vicinanza e all’ascolto dei bisogni reali del sistema socio-economico.

Cdo Sicilia, prima realtà associativa a lavorare per mettere a sistema questo tipo di sinergia, opererà attraverso una cabina di regia appena insediata, che avrà come coordinatore regionale la vicepresidente Cristina Scuderi, executive manager dell’azienda Bonuè, e che si articolerà attraverso tavoli tematici focalizzati agroalimentare, turismo e sanità, settori ritenuti portanti e fondamentali per la ripresa e la crescita, a cui hanno già aderito moltissimi imprenditori: Salvatore Motta (Gruppo Motta) sarà il coordinatore del tavolo per l’agroalimentare, Francesco Russello (Etnaland) di quello per il turismo e Roberto Monteforte (Codisan) sarà il coordinatore del tavolo per la sanità, mentre Vincenzo Paradiso avrà il delicato ruolo di cucire i progetti finali, che dovranno essere capaci di attrarre importanti investimenti in Sicilia, con la garanzia che si tratti sempre di progetti realmente sostenibili e inclusivi.

«Abbiamo promosso la nascita di questa cabina di regia - spiega Cristina Scuderi -, dopo esserci chiesti come potessimo svolgere efficacemente il nostro ruolo di associazione imprenditoriale prima dinanzi alla crisi determinata dalla pandemia e ora dinanzi alla straordinaria opportunità che deriva dal
Pnrr. Si tratta di un’occasione storica, che la Sicilia non può permettersi si sprecare e rispetto alla quale vogliamo imporre un modello di lavoro che parta dal basso, da una profonda conoscenza dei limiti e delle risorse del tessuto territoriale. Abbiamo già aggregato - continua Scuderi - una prima, rappresentativa squadra di imprenditori siciliani, condividendo innanzitutto la necessità di sviluppare progetti capaci di realizzare proficue sinergie tra privato e pubblico. Sappiamo bene come il dialogo tra il mondo imprenditoriale e quello della Pubblica amministrazione non sia per nulla semplice, ma insieme vogliamo porci come interlocutori autorevoli per suggerire alle amministrazioni da un lato linee di sviluppo realmente strategiche e dall’altro le loro concrete modalità di attuazione».

«Sin dall’inizio della pandemia, abbiamo compreso la necessità di un cambiamento anche nello
svolgimento del nostro ruolo associativo
», commentano il presidente di Cdo Salvatore Contrafatto e la direttrice Claudia Fuccio: «Lo abbiamo fatto ormai più di un anno fa elaborando un articolato documento politico che abbiamo portato al tavolo del dibattito con l’amministrazione comunale di Catania e con il governo regionale - dichiara -. Lo facciamo tanto più adesso che siamo chiamati a partecipare alla costruzione di un nuovo scenario innanzitutto sociale e culturale, prima ancora che strettamente economico. Vogliamo accompagnare gli imprenditori affinché si preparino a cogliere questa opportunità: siamo orgogliosi - conclude - di aver già trovato tanti di loro disponibili a impiegare tempo ed energie in questo lavoro per il bene comune e siamo pronti a raccogliere tutte le istanze che arriveranno dai tanti polmoni attivi della nostra regione».

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