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Covid, polemica al punto vaccinale del Comune di Catania
«I medici volevano chiudere con quattro ore di anticipo»

Momenti di tensione si sono registrati ieri nella struttura all'interno dell'Ufficio relazioni con il pubblico. A MeridioNews replica il commissario Pino Liberti: «Si era pensato di concedere un po' di riposo, ma poi si è andati avanti oltre l'orario previsto»

Simone Olivelli

«Prima ci hanno detto che il servizio chiudeva alle 14, poi, forse per convincerci, hanno sostenuto che non c'erano più vaccini ma non era vero». Il giorno di santo Stefano, all'hub vaccinale attivato nell'Ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Catania, è stato segnato da polemiche e qualche momento di tensione. All'origine di tutto l'annuncio della sospensione delle inoculazioni con un anticipo di quattro ore rispetto al previsto. «Sul sito web del Comune è specificato che la chiusura anticipata alle 14 è stata programmata per il 24 e il 31 dicembre, ieri, come tutti gli altri giorni, si sarebbe dovuti andare avanti fino alle 18», commenta una delle persone presenti ieri all'hub e che ieri ha temuto di dovere rimandare la somministrazione della dose. 

«Intorno alle 13.30, un medico ci ha detto che non sarebbero arrivati a inoculare a tutti il vaccino, spiegando che il turno si sarebbe concluso alle 14 e che il riferimento alle 18 - continua - era da intendersi come un errore nella comunicazione». Davanti alle proteste, il medico avrebbe anche affermato che comunque «non c'erano più vaccini a disposizione perché la fornitura era esaurita e quindi sarebbe stato inutile attendere». La situazione, che ha registrato attimi di tensione nel momento in cui è stato chiesto dal personale sanitario l'intervento dei vigili urbani, è successivamente rientrata. «Qualcuno ha fatto una telefonata e, poco dopo, hanno ripreso a lavorare fino alla fine. Evidentemente le dosi non erano davvero finite».

A gettare acqua sul fuoco è il commissario per l'emergenza Covid in provincia di Catania. «I medici stanno lavorando senza sosta e ieri si era pensato di concedere loro un po' di respiro - commenta Pino Liberti a MeridioNews -. Quando però ho saputo che c'erano ancora persone in fila, nonostante l'orario e il giorno di festa, ho dato mandato di proseguire e io stesso insieme ad altri medici siamo andati a dare una mano. I vaccini sono stati dati a tutti e abbiamo concluso ben oltre l'orario prestabilito». 

Il giorno di santo Stefano ha registrato un'elevata affluenza anche negli hub di via Forcile e di Acireale, dove vengono effettuati anche i tamponi. «Anche lì il lavoro dei medici è proseguito fino oltre le 19. Da parte mia non posso che assicurare che ogni medico si sta impegnando al massimo, nonostante la stanchezza non sia poca». Infine un commento sul tasso di positività: «La percentuale è alta, si aggira intorno al dieci per cento», conclude Liberti.

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