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No green pass, scoppia la polemica dentro la Fiom
Sindacato: «Inaccettabile partecipi nostro delegato»

A fare esplodere il caso all'interno della sigla che rappresenta i metalmeccanici della Cgil è stato Francesco Di Mauro. Oggi salirà sul palco a Catania con Luigi Paragone per l'evento No Paura Day. La replica: «Sono per il libero pensiero»

Simone Olivelli

Le critiche sull'applicazione del green pass, e a strascico la diffidenza nei confronti del vaccino anti-Covid, fanno divampare la polemica nella Fiom. Con una dura nota a firma di Francesco Furnari, Roberto Conti e Quintoboris Di Felice, il sindacato dei metalmeccanici prende le distanze dall'evento No Paura Day, previsto per questo pomeriggio in piazza Cavour a Catania. A spingere i tre a pronunciarsi sulla manifestazione promossa dal movimento ItalExit di Gianluigi Paragone, uno dei riferimenti per i no-Vax, è stata la scelta di un delegato Fiom in STMicroelectronics di salire sul palco. Il nome di Francesco Di Mauro, infatti, compare tra gli ospiti che interverranno per sostenere la causa di chi ritiene che le politiche del governo puntino non alla tutela della salute ma a preparare il terreno per una società ipercontrollata.

«Su quel palco, per quanto ci riguarda, non ci sarà la Fiom e prendiamo le distanze, dissociandoci, da questa iniziativa e da qualsiasi accostamento si possa fare con il nostro operato di delegati o dirigenti sindacali della Fiom provinciale e regionale - si legge nella nota -. La Fiom, quella vera, non sarà su quel palco e tutti i suoi rappresentanti dovrebbero prenderne le distanze e condannare fermamente ogni atteggiamento e comportamento che possa essere lesivo e infangante della nostra storia». I tre sindacalisti, sottolineando come nel difficile momento che l'Italia sta affrontando sul fronte pandemico, ritengono inaccettabile che venga «consentito a chi dovrebbe schierarsi dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, magari spiegando loro la necessità di ricorrere alla vaccinazione, di sproloquiare fomentando odio e rancore anche verso il sindacato». Il riferimento, in questo caso, va a Nunzio Cinquemani, il segretario generale Fiom Catania. «Ha la competenza di dirigere e tutelare la categoria, ancora una volta, si mostra inadeguato al ruolo, rinunciando a prendere una posizione su quanto sta accadendo».

Oltre all'aspetto relativo ai rischi sanitari di una sottovalutazione della pericolosità del virus Sars-Cov-2, la presa di posizione del sindacato deriva anche una questione politico-ideologica. All'interno del movimento dei cosiddetti no-vax da tempo hanno trovato spazio anche frange dell'estrema destra. Un fenomeno che la Cgil, a cui la Fiom fa capo, ha avuto modo di conoscere a ottobre quando avvenne l'assalto alla sede nazionale del sindacato a Roma. Azioni di violenza originate da un corteo di protesta, la cui guida venne presa proprio da militanti estremisti, tra i quali noti esponenti di Forza Nuova. In seguito a quei fatti, anche in Sicilia la Cgil rispose con il presidio delle sedi sparse sul territorio. «Di Mauro deve fare una scelta, è liberissimo di manifestare il proprio pensiero ma nel momento in cui si riconosce vicino a certi ambienti è giusto che esca dalla Fiom», dichiara a MeridioNews Francesco Furnari, delegato Fiom STMicroelectronics e componente del direttivo regionale del sindacato. 

Dal canto suo, quella di oggi non sarà la prima uscita pubblica per Di Mauro a fianco dei manifestanti contrari all'obbligo vaccinale e al green pass. Già a novembre, aveva preso parola nel corso di un sit-in a piazza Roma a Catania. Anche in quel caso Di Mauro, che è delegato Fiom in ST, venne presentato come portavoce di un gruppo di lavoratori dell'azienda. «Abbiamo creato l'Ali, acronimo di assemblea di lavoratori indipendenti. Ma indipendenti dal pensiero unico - replica Di Mauro a MeridioNews -. Ne fanno parte tanti iscritti ai sindacati confederali e ognuno di loro sente l'appartenenza alla propria sigla. Questa battaglia è trasversale ed è condotta da chi chiede di avere momenti di confronto per discutere di provvedimenti, come il green pass, che limitano le libertà individuali. A maggior ragione quando lo strumento pensato ha dato prova di non dare risultati concreti». Sulla questione vaccinale, Di Mauro non si sbilancia in giudizi: «Non sono un medico e non ho le competenze per farlo, ma sono per la libertà di scelta, quello sì».

Rimandate al mittente ogni accusa di essere vicino ai movimenti di destra. «Noi siamo lontani da certi ambienti e lo dimostra il fatto che anche oggi ci saranno due piazze con rappresentanze diverse che protesteranno contro il green pass - continua Di Mauro - Nei mesi passati ho preso parte a manifestazioni in cui erano presenti Potere al popolo o i Cobas. La verità e il mio timore è - conclude - che qualcuno abbia alzato questo polverone con l'unico obiettivo di lanciare un attacco alla dirigenza sindacale interna».

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