Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

Misterbianco, dipendenti Auchan in protesta
Sit in contro i peggioramenti contrattuali

Questa mattina circa cento tra cassieri e repartisti dell'ipermercato hanno disertato il lavoro, bloccando gli ingressi del supermercato per chiedere la riapertura di un tavolo di trattative con l’azienda che è da mesi in difficoltà economiche. Molti di loro sono stati assunti più di venti anni fa, quando il nome era Città Mercato. Oggi l'attuale gestione, per fronteggiare la crisi, propone loro l'eliminazione degli accordi migliorativi maturati negli anni

Federica Motta

Cento dipendenti, tra cassieri e repartisti dell’Auchan di Misterbianco, armati di fischietti e bandiere sindacali, hanno bloccato questa mattina gli ingressi del supermercato. Alla base della protesta ci sarebbe il «rischio di una possibile riduzione del personale o il ricorso agli ammortizzatori sociali», spiga Michele Musumeci, rappresentante sindacale Cisl e dipendente dello storico centro commerciale dall'apertura con il nome Città Mercato, nel 1989.

Le attuali difficoltà economiche dell’azienda, riflesso di una crisi nazionale, sarebbero state dichiarate dalla dirigenza lo scorso giugno. Da qui sarebbe partita una trattativa andata avanti per diversi mesi con incontri tra la direzione e i rappresentanti dei lavoratori, insieme alle delegazioni sindacali. E sfociata oggi in uno sciopero collettivo. Su 130 dipendenti, sarebbero circa 50 le famiglie a rischio. Ad aderire alla protesta, questa mattina, erano circa un centinaio. Perché «le motivazioni riguardano tutti», afferma un repartista tra gli scioperanti. «L’azienda vuole decidere tutto da sola, gli fa eco una cassiera, «siamo impiegati qui da vent’anni e non possiamo accettare questa situazione».

La trattativa con l’azienda si sarebbe arenata lo scorso 30 settembre. «Una delle ragioni che ha portato alla rottura del tavolo c’è l’aumento delle ore lavorative», spiega il sindacalista. «Siamo tutti dipendenti con un contratto ridotto di 38 ore settimanali che oggi vorrebbero portare a regime pieno di 40 ore, ma senza la maturazione dei permessi dovuti. L’azienda ha messo avanti problemi di tipo nazionale che per noi, a livello territoriale – continua Musumeci - sono irrisolvibili. Ha disdetto il secondo livello di contrattazione che comporta la rinuncia dei dipendenti agli accordi migliorativi raggiunti dopo anni di lavoro».  Accettare queste condizioni contrattuali significherebbe «perdere le percentuali di pagamento degli straordinari, una eventuale riduzione dello stipendio e la richiesta di maggiore flessibilità sugli orari», spiega il rappresentante sindacale, che definisce la proposta aziendale «uno stravolgimento della giornata lavorativa oltre che personale».

Meridio rubriche

Leggi tutte le rubriche

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore RMB s.r.l.
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Palazzo di cemento, storia di uno sgombero

Per decenni la torre C3 Moncada di Librino è stata il simbolo dell'illegalità. Dalla scorsa primavera, il Comune di Catania ha condotto una lunga battaglia per strapparla agli occupanti. La vicenda dello stabile-simbolo di una periferia, dalla sua costruzione ai contrasti tra gli ex-abitanti e ...

Discariche di Motta S. Anastasia

Dalle proteste alle indagini che hanno scosso il settore dei rifiuti a livello regionale. La storia degli impianti di smaltimento della spazzatura che si trovano in contrada Tiritì e Valanghe d'inverno, tra i più grandi di Sicilia

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×