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Calcio Catania, pareggio sotto gli occhi di Benedetto Mancini
«Ho un grande progetto». Atteso il comunicato del tribunale

I rossazzurri salgono così a quota 40 punti, consolidando il 12esimo posto in classifica. L'altra partita si gioca sull'attesa dell'ufficializzazione dell'aggiudicazione del ramo d'azienda sportivo all'imprenditore romano

Antonio Costa

Solo un punto e un pareggio che serve a muovere la classifica verso una salvezza tranquilla. Sotto gli occhi di Benedetto Mancini, presente in tribuna vip al Massimino e forte, secondo quanto trapelato nel pomeriggio, di quella notizia ufficiosa che porterebbe all’ok del tribunale alla cessione del ramo d’azienda sportivo del Calcio Catania nelle sue mani. Sul campo, però, stasera la squadra di Francesco Baldini non è andata oltre l’1-1 contro il Campobasso, nel turno infrasettimanale di campionato, sigillato dalla rete segnata da Russini al 4’ per i padroni di casa e da quella di Bontà al 51’ per gli ospiti.

Il Catania sale così a quota 40 punti, consolidando il dodicesimo posto in classifica, mentre dal tribunale si attende comunque il comunicato stampa con cui si ufficializzerà che ad aggiudicarsi il ramo d’azienda sportivo della società è stato proprio l’imprenditore romano, l’unico a presentare la manifestazione d’interesse irrevocabile entro i termini previsti e scaduti ieri alle 14. A quel punto, Mancini sarà chiamato a definire l’acquisto entro poche ore con il rogito notarile, in occasione del quale dovrà completare il primo versamento fatto, dopo la cauzione di 125mila euro inviata il 6 marzo, con il conforto del capitale sociale della sua FC Catania 1946 srl aggiornato ieri a 510mila euro.

Mancini ha tenuto una conferenza stampa stamattina in un noto hotel del lungomare etneo, anticipando la comunicazione ufficiale del tribunale di Catania, ma specificando di non voler mettere alcuna pressione a chi è stato chiamato a valutare la sua proposta e mostrando di essere certo che la pec inviata e la documentazione fornita non presentavano lacune di alcun tipo. Ovviamente l’imprenditore non sarà comunque il patron del Calcio Catania spa, dichiarato fallito lo scorso 22 dicembre, ma il presidente della FC Catania 1946, che probabilmente sarà sempre considerata figlia della società che ha infiammato i cuori dei tifosi rossazzurri per 75 anni.

Un passaggio sostanziale che dovrebbe essere reso meno doloroso dalla possibilità che il tribunale e la Lega Pro hanno dato alla squadra di Francesco Baldini di continuare a giocare in di Serie C e avvicinarsi alla salvezza quando mancano ancora sette partite da disputare. «Sarà una responsabilità importante - ha detto oggi Benedetto Mancini in conferenza stampa - perché mi troverò a gestire un bene comune, che non è mio ma della città. Questa società però ha bisogno di una proprietà». Mancini ha chiarito che intende puntare su quel Giorgio Perinetti che da direttore sportivo ha fatto le fortune di molte società calcistiche, pur mantenendo al suo fianco la figura di Maurizio Pellegrino, al quale ieri ha già detto nel corso dell’incontro a Torre del Grifo che sarà confermato e che non accetterebbe eventuali dimissioni da parte sua.

Tra le condizioni necessarie per rilevare l’asset sportivo del Catania c’era quella della presentazione di una fideiussione per la copertura del debito sportivo del club che l’imprenditore romano ha sottolineato di essere pronto a estinguere: «Ci faremo carico di tutti i debiti sportivi - ha ribadito Mancini - e lo faremo con la nostra società, la cui matricola è la 954466. Lo faremo per salvaguardare il titolo sportivo e ottenere il suo passaggio dalla vecchia società alla FC Catania 1946. Il nostro obiettivo - ha aggiunto - sarà quello di arrivare pronti cinque giorni prima del consiglio federale ed essere in regola quando dal 10 giugno la Covisoc dovrà pronunciarsi su quanto avremo fatto in tal senso. Prima penseremo a questo, poi ci concentreremo su Torre del Grifo, che rappresenterà la seconda parte del nostro progetto. Proveremo - ha continuato - ad andare in Serie B già nella prossima stagione, adesso pensiamo a raggiungere la salvezza matematica e poi si vedrà. Magari potessimo provare a fare l’impresa in questo campionato, ma per adesso non ha alcun senso parlarne».

Tra i temi toccati anche quello delle due gare di vendita del ramo sportivo andate deserte nelle scorse settimane, quello dei componenti del suo staff e dell’organigramma dirigenziale: «Non ho partecipato alla prima asta - ha precisato Mancini - perché come tutti gli imprenditori ho fatto anche dei calcoli. Sapevo che non ci sarebbe stato nessuno e che non avrebbe avuto senso versare un milione di euro. Come ho già dimostrato - ha detto -avevamo tutto pronto per la seconda, ma è stato commesso un errore di cui mi prendo le responsabilità. Ribadisco di non avere soci e di essere da solo, con la mia famiglia, con i miei figli. Non ho nessuno alle mie spalle, tanto meno gli ex soci Sigi. Nulla contro di loro, perché a me non hanno fatto niente e può capitare a tutti che vada male un progetto imprenditoriale, come purtroppo è accaduto a loro con il Catania. Però non prevedo nemmeno di inserirne qualcuno nell’organigramma dirigenziale, perché mi sembrerebbe riduttivo anche per me stesso. Avrò certamente al mio fianco Fabrizio De Micheli e Riccardo Fabbro, con quest’ultimo che sarà il club manager. Conosco Claudio Lotito, ma non gli ho mai parlato dei miei progetti a Catania. Non ho americani alle spalle e non conosco Joe Tacopina. I soldi provengono dagli Stati Uniti, perché ho degli affari anche lì. Non ho nessuna intenzione di rivendere la società per fare business, il nostro intento è di creare qualcosa che duri».

Poi i chiarimenti sul suo curriculum non esaltante nel mondo del calcio e sui motivi della conferenza stampa organizzata prima del pronunciamento del tribunale: «A Latina, come dice anche la procura locale, sono parte lesa per sette milioni. Versai 180mila euro, ma mi accusano di averne distratto settemila degli incassi di tre partite casalinghe, che però vennero utilizzati per pagare gli steward e altre spese per le gare. A Rieti ci furono invece delle condizioni impossibili per rilevare la società, il resto sono tutte chiacchiere. A Catania siamo sicuri di poter creare un progetto che nessuna società professionistica ha mai realizzato nel mondo del calcio. Parlerò con ogni sindaco e assessore dello sport della provincia perché venga realizzata in tutti i comuni una scuola calcio Catania. Vogliamo una società importante per una squadra vincente. "Una grande società per una grande Catania" sarà il nostro slogan».

Parole forti e obiettivi chiari da confermare con i fatti, in attesa che passi la nottata e che domani il tribunale divulghi il comunicato stampa ufficiale sull’aggiudicazione del ramo d’azienda sportivo del Calcio Catania a Benedetto Mancini, nell’ultimo giorno dell’esercizio provvisorio del club etneo.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore RMB s.r.l.
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