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No Muos, le speranze dal fronte giudiziario
La procura di Palermo indaga sulla Regione

Interrotta la via politica e mentre gli attivisti occupano l'assessorato regionale all'Ambiente, non resta che affidarsi ai giudici per il movimento che si batte contro le antenne militari satellitari Usa a Niscemi. E dagli uffici giudiziari palermitani arriva una piccola vittoria: procede infatti l'indagine sulla denuncia presentata dall'associazione antimafie Rita Atria dopo la revoca della revoca dell'autorizzazione regionale ai lavori. Ma tra gli indagati, al momento ignoti, potrebbe non esserci solo il dirigente che ha materialmente firmato il provvedimento

Claudia Campese

A Niscemi non resta che sperare nei giudici. Fallita la via politica, si sposta sempre più verso le aule giudiziarie la battaglia del movimento No Muos contro l'attivazione delle antenne satellitari della marina militare statunitense nella riserva naturale della Sughereta. Mentre i lavori alla base procedono a pieno ritmo, a quasi un anno dall'installazione del presidio di protesta a pochi passi dai cancelli, per molti i giochi sembrano ormai fatti. Le proteste però continuano e ieri un gruppo di una cinquantina di attivisti ha occupato a Palermo l'assessorato regionale all'Ambiente, srotolando uno striscione con la scritta: «Stop alla devastazione del territorio. No Muos in assedio». Ma a dare ancora speranza a chi si oppone all'impianto, sono soprattutto due nuovi provvedimenti giudiziari, ancora in sospeso, che potrebbero ribaltare la situazione, entrambi reazione a quella che è ormai nota come la revoca della revoca dell'autorizzazione ai lavori Usa - voluta dal presidente della Regione Rosario Crocetta - e che ha segnato il sostanziale via libera al completamento dell'impianto. Con grande delusione e rabbia dei manifestanti.

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