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Brt, quei cordoli del percorso distrutti o fuori posto
Amt: «Segnalato a più riprese, sono lavori urgenti»

Le delimitazioni in gomma gialla del Bus rapid transit sono ridotte ai minimi termini, con pezzi smontati, allentati o spezzati, in alcuni casi perfino sulla carreggiata. «Situazione pericolosa per i mezzi a due ruote», spiega un amatore. Ma il Comune non ha ancora individuato i fondi per intervenire. Guarda il video

Foto di: Dario De Luca

Foto di: Dario De Luca

Bus rapid transit, ovvero: una linea veloce su gomma dotata di corsie preferenziali, e delimitata da cordoli. I cordoli, per l'appunto. Sul percorso del Brt di Catania è piuttosto raro trovarne uno integro. E se l'usura di strutture nate per assorbire impatti è prevedibile, la manutenzione dovrebbe essere un dovere. Specie quando dalla manutenzione dipende la sicurezza dei cittadini. Sono numerosi, infatti, i pezzi di gomma gialla smontati, spezzati o allentati, ben oltre la normale consunzione. E, in alcuni casi, questi brandelli rimangono sulla carreggiata, fuori posto. Come documentano le immagini realizzate da MeridioNews

«Sicuramente è una situazione pericolosa per i mezzi a ruota bassa - dice Fabio Barbagallo, presidente del circolo veicoli storici Titani di Trinacria - mentre per quelli a ruota alta, il guidatore ha un margine maggiore per schivare l'ostacolo. La corsia non è stata progettata ex novo, è stata aggiunta. Quindi - va avanti l'amatore - c'è chi non è abituato o non sa nemmeno che esista e può andare incontro a infortuni. Specie se il cordolo è fuori dalla sede naturale». 

«Se ci sali sopra con la ruota può farti perdere l'equilibrio - afferma Chiara, una lavoratrice pendolare - io vado spesso al lavoro in centro con una Vespa vecchio modello, che ha il freno a pedale. Quindi - conclude - alla prima, minima distrazione rischio grosso». Paradossalmente, mentre nel circuito percorso dal Brt le delimitazioni sono ridotte ai minimi termini, permane una breve corsia in via Passo Gravina, dove il bus non circola più. E c'è pure il caso del segmento di via Ala chiuso a causa di un palazzo storico dichiarato pericolante, ma che il sito web dell'Azienda municipale trasporti inserisce ancora nel circuito del bus veloce. Con qualche disagio per gli utenti

Allo stato attuale, l'unico collegamento Brt attivo - inaugurato il 10 aprile 2013 dall'allora sindaco Raffaele Stancanelli - è quello che collega il parcheggio scambiatore Due Obelischi a piazza Stesicoro, con corse di andata e ritorno. Ma l'azione 11 del Piano generale del traffico urbano, scaricabile dal sito del Comune, prevede l'attivazione di altre tre linee: il Brt 2, tra il quartiere Nesima e la stazione ferroviaria, il Brt 3, dall'aeroporto di Fontanarossa al centro della città, e infine il Brt 4, che collegherebbe Catania ad Aci Castello

Ma, a quanto pare, in questo momento non ci sono i fondi per ripristinare i cordoli dell'unica linea esistente: «Sono consapevole della situazione - dice il presidente di Amt Carlo Lungaro - più volte abbiamo chiesto al Comune di intervenire, perché la competenza è sua. L'ultima segnalazione è di qualche giorno fa, sono lavori considerati urgenti. Per altro le delimitazioni sono fatte di una gomma speciale, particolarmente costosa. O almeno - continua - così mi dicono i tecnici. Quanto al tratto di corsia inutilizzato in via Passo Gravina - ammette Lungaro - be', avete ragione, dovrebbero smontarlo da lì e sistemarlo dove ce n'è bisogno, c'è stato un cambiamento del percorso almeno un paio di anni fa». 

«All'inizio dell'estate abbiamo effettuato una conferenza dei servizi in cui si è parlato anche di questo aspetto - dichiara l'assessore alla Mobilità Rosario D'Agata - ora però dobbiamo trovare le risorse necessarie nel bilancio comunale. Uno dei problemi, fino a ora, è stato proprio il costo dell'intervento. Trovati i fondi - conclude - faremo delle verifiche per capire dove intervenire e in che modo». Ma sulla tempistica non c'è alcuna certezza. 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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