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V.le Africa, incendio vicino al palazzo delle Poste
Edificio occupato da migranti e senza fissa dimora

Le fiamme sarebbero partite dalla zona più densamente abitata dell'edificio. Che è anche quella più facilmente accessibile dall'esterno. Sono scoppiate intorno alle 9.30 di questa mattina e bruciano ancora. Sul posto sono intervenute sei autobotti dei vigili del fuoco. Guarda video e foto

Uno spazio in cui vivono migranti e senza fissa dimora e che si trova in viale Africa, nei pressi dell'ex palazzo delle Poste. È lo stabile all'interno del quale, questa mattina, si è sviluppato un grosso incendio, tutt'ora in corso. Gli uomini dei vigili del fuoco sono intervenuti alle 9.37, pochi minuti dopo lo scoppio del rogo per cause ancora da verificare. Nella mattinata, all'interno dell'edificio erano presenti una decina di persone. In realtà, però, il numero degli ospiti è decisamente più alto. Il pericolo, adesso, potrebbe essere rappresentato da eventuali fornelli o bombole di gas presenti dentro alla struttura. Non si esclude la presenza anche di lastre di amianto.

In base ai primi accertamenti, sembra che le fiamme siano partite dalla zona del palazzo che dà sulla strada. Cioè quella più densamente abitata. E anche quella più facilmente accessibile dall'esterno. Per domare il fuoco è stato divelto il cancello del vicino palazzo delle Poste. In questo modo, i vigili hanno potuto raggiungere alcuni focolai più distanti dal viale Africa. Il rogo, comunque, è arretrato ed è arrivato fino alla parte posteriore dell'immobile, quella che dà sul mare. 

È in corso, nel frattempo, un sopralluogo sulla terrazza dell'ex palazzo delle Poste. Sembra che le alte temperature abbiano causato un piccolo incendio anche lì. Due uomini dei vigili del fuoco sono entrati nell'immobile da una finestra dell'ultimo piano e stanno eseguendo degli accertamenti. Vanno in fiamme, anche le sterpaglie sui binari della ferrovia, poco distanti, e il vicino cantiere per il «recupero, restauro e ristrutturazione di una ex raffineria di zolfo». Ente appaltante il Comune di Catania, con un finanziamento di quasi due milioni di euro. La data di consegna parziale dei lavori era prevista per il 30 settembre 2008. In totale, la ristrutturazione - eseguita dalla Tecnorestauri srl - sarebbe dovuta durare 540 giorni. Adesso è andato tutto in fumo. Anche a causa di un forte vento rende più complesse le operazioni di spegnimento.

Il traffico veicolare è stato deviato poco dopo piazza Giovanni XXIII. Da lì e fino a piazza Galatea le auto non possono transitare, per permettere l'intervento dei pompieri. Rimane aperta, invece, la carreggiata che da piazza Galatea va verso la stazione. Nel frattempo, una densa nube di fumo ha invaso la strada. «È un'operazione impegnativa», spiegano dalla sala operativa dei vigili del fuoco, che ha inviato sei autobotti. Quattro domano le fiamme dal lato della strada, due dal lato dei binari.

Si tratta del secondo incendio in città nel giro di due giorni. Sabato sera a bruciare era stato  il campo rom di via Madonna del Divino Amore, nel quartiere di Zia Lisa. Un rogo che aveva causato l'evacuazione di decine di baracche e del quale rimangono da stabilire le cause. 

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