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Mafia ad Adrano, condanne per 350 anni di carcere
Tra gli imputati anche il poliziotto accusato di droga

Il giudice per l'udienza preliminare Giovanni Cariolo ha emesso la sentenza di primo grado (rito abbreviato) nei confronti della maggior parte degli imputati del processo scaturito dal blitz Adranos. Tra gli uomini ritenuti colpevoli c'è pure Nicola Mancuso

Salvatore Caruso

È stata emessa dal giudice per l'udienza preliminare Giovanni Cariolo la sentenza sul blitz Adranos, datato 30 gennaio 2018. In quella circostanza gli uomini della squadra mobile di Catania e del commissariato di Adrano hanno arrestato i presunti esponenti del clan Santangelo-Taccuni, l'organizzazione criminale adranita collegata alla famiglia mafiosa Santapaola di Catania. Quasi tutti gli imputati hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati, oltre al boss Alfio Santangelo, anche Nicola Mancuso, che sta già scontando una pena per droga. Mancuso è anche accusato di essere uno degli autori del femminicidio di Valentina Salamone, la ragazza trovata impiccata in una villetta di Adrano e con cui lui aveva una relazione. Per quella morte, l'uomo è stato di recente condannato all'ergastolo.

Agli imputati sono stati comminati, in totale, quasi 350 anni di carcere. Tra loro c'è pure Francesco Palana (condannato a oltre sei anni), ex assistente capo del commissariato di Adrano. L'agente di polizia si sarebbe approvvigionato di droga tramite Salvatore CrimiAlfredo Pinzone e Luigi Leocata saranno giudicati con il rito ordinario. Assolto, invece, Marco Ricca. «Non nascondo la piena soddisfazione per avere dimostrato, sin dall'inizio, l'estraneità del ragazzo - dice il suo legale, Francesco Messina - La sua posizione era limpida già al tribunale delle Libertà, che aveva totalmente annullato la misura cautelare, ordinandone la scarcerazione».

Le indagini della magistratura etnea sono durate due anni: dal settembre 2014 a quello del 2016. Le intercettazioni telefoniche e ambientali sono servite, per gli inquirenti, a ricostruire l'organigramma della cosca Santangelo-Taccuni. Nel 2015 gli arresti di Antonino Quaceci e Nino Crimi avrebbero costretto il clan, storicamente diretto dal capomafia Alfio Santangelo, a riorganizzarsi: il controllo delle attività sul territorio sarebbe passato a Gianni Santangelo e a Salvatore Crimi. Sarebbero stati questi ultimi a raccogliere i primi frutti dell'accordo con gli avversari di sempre: il clan Scalisi, vicino alla famiglia mafiosa dei Laudani. 

Il patto sarebbe stato semplice: il mercato ortofrutticolo sarebbe stato gestito da entrambe le famiglie. E il pizzo sarebbe stato agli imprenditori del settore e a quelli attivi nel commercio all'ingrosso delle carni. E poi le estorsioni alle imprese adranite, le rapine e i furti, anche alle banche. Nell'inchiesta c'è poi un intero capitolo che si svolge a Santa Maria di Licodia, dove nel gennaio del 2015 una donna all'interno della propria abitazione fu costretta a cedere 480mila euro, dopo che il compagno fu picchiato per obbligarla a parlare. Per tale ragione il giudice ha condannato Nicolò Trovato a risarcire alle vittime, costituitesi parti civile, con 520mila euro e a pagare, inoltre, le spese processuali. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.

Tutte le condanne

Antonino Bulla, 20 anni di reclusione
Vincenzo Bulla, 20 anni
Nino Crimi, 20 anni
Salvatore Crimi, 20 anni
Salvatore Foti, 20 anni
Gianni Santangelo, 20 anni
Alfio Santangelo, 19 anni, tre mesi e tre giorni di reclusione
Nicola Mancuso, otto anni
Nicolò D'Agate, 13 anni, sei mesi e 20 giorni
Antonino Foti, otto anni e 36mila euro di multa
Rosario Galati Massaro, undici anni e quattro mesi
Tindaro Giardina, quattro anni, otto mesi e 24mila euro di multa
Antonino La Mela, 13 anni e quattro mesi
Giuseppe La Mela, 17 anni, un mese e dieci giorni di reclusione
Vincenzo Nicolosi, dieci anni, due mesi e venti giorni di reclusione
Francesco Palana, sei anni, quattro mesi e 34mila euro di multa
Andrea Palmiotti, dieci anni, due mesi e 20 giorni
Salvatore Piccolo, quattro anni, otto mesi e 24mila euro di multa
Angelo Pignataro, otto anni
Maurizio Pignataro, 14 anni, nove mesi e 23 giorni
Antonino Quaceci, 18 anni, sei mesi e sei giorni
Salvatore Quaceci, otto anni
Nicolò Rosano, 13 anni e quattro mesi
Vincenzo Rosano, 14 anni, nove mesi e 23 giorni
Salvatore Sangrigoli, dieci anni, due mesi e 20 giorni
Biagio Trovato, otto anni
Nicolò Trovato, 13 anni
Dario Valenti, quattro anni, otto mesi e 24mila euro di multa
Ignazio Vinciguerra, dieci anni
Antonino Carbonaro, dieci anni, due mesi e venti giorni
Mariano Fichera, undici anni e quattro mesi

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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