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Bandiere di Usa e Milan per spartirsi San Leone
La coca fruttava ai clan ottomila euro al giorno

«Due vessilli come segno di prepotenza e tracotanza», li ha definiti il dirigente della squadra mobile etnea. Quaranta le persone arrestate per spaccio di droga aggravato dal metodo mafioso. Dopo una fase di tensione, i due gruppi avevano trovato l'accordo

Marta Silvestre

Una bandiera degli Stati Uniti d'America appesa al palo dell'incrocio tra corso Indipendenza e via La Marmora, quella del Milan attaccata a un lampione della luce in piazza San Leone. Così il clan Cappello-Bonaccorsi e quello dei Cursoti Milanesi si erano accordati per delineare i confini e spartirsi il quartiere San Berillo Nuovo di Catania per gestire il traffico di droga. Le due consorterie criminali che si contendevano il territorio del rione popolare sono state disarticolate dall'operazione Tricolore che ha portato all'arresto di 40 persone (30 in carcere e dieci agli arresti domiciliari). 

«Due vessilli apposti come segnale di prepotenza e di tracotanza», ha spiegato il dirigente della squadra mobile di Catania Marco Basile. La bandiera americana «probabilmente perché gli Stati Uniti rappresentano una potenza mondiale» e quella del Milan «perché richiama il nome del clan del Cursoti Milanesi». L'accordo per la spartizione del quartiere è arrivato in seguito all'arresto, nel gennaio 2017, di alcuni pregiudicati vicini a Rosario Pitarà - inteso Sarettu u furasteri - storico esponente di rango apicale dei Cursoti Milanesi, trovati in possesso di armi da guerra e armi da fuoco clandestine, probabilmente in procinto di compiere un’azione di carattere dimostrativo contro il clan rivale. 

Sul quartiere, che storicamente è stato appannaggio del gruppo dei Cursoti, vogliono mettere le mani anche i Carateddi alleati con il clan Cappello. Così, nell'arco degli ultimi anni, «tra i due gruppi si è creato uno stato di fibrillazione e di tensione che - illustrano gli inquirenti - stava sfociando in raid per il controllo del territorio tramite persone che si erano armate fino ai denti». Dopo gli arresti si creano nuove dinamiche e, in tempi rapidi, i due gruppi trovano un equilibrio per spartirsi San Berillo. Dalle intercettazioni è stato possibile ricostruire anche un incontro tra gli esponenti dei due gruppi per la gestione delle aree di influenza tramite l'apposizione delle bandiere. 

Il gioco, infatti, valeva la candela. Due gruppi criminali con ruoli ben precisi assegnati a leader, gestori della cassa comune utile a finanziare i clan, pusher e vedette. La piazza di spaccio di corso Indipendenza gestita dal clan Cappello-Bonaccorsi fruttava circa cinquemila euro al giorno. Attiva ogni giorno, dalle 15 di pomeriggio fino alle 4 di notte - solo in modo sporadico anche nella mattinata - era specializzata nello spaccio al dettaglio di cocaina. In media 150 dosi vendute ogni giorno, con picchi significativi nel fine settimana. 

La gestione di questo gruppo sarebbe stata affidata a Lorenzo Christian Monaco, che avrebbe ricevuto da Salvatore Bonaccorsi - figlio di Concetto Bonaccorsi - il ruolo di successore. È in casa sua che sono stati sequestrati 50mila euro in contanti, nascosti non solo dentro alcuni cassetti ma anche dietro allo stipite in legno di una porta, e la bandiera degli Stati Uniti d'America.

Piazza San Leone era il quartier generale del gruppo dei Cursoti. Sotto la bandiera sventolante del Milan, il pomeriggio e fino alla mezzanotte, si spacciava marijuana. Circa 50 dosi al giorno per un giro d'affari di oltre 500 euro quotidiani. Il business della cocaina era, invece, concentrato in una casa al civico numero 18 di via San Leone, riconducibile a Matteo Pitarà, fratello di Sarettu u furasteri. Dal primo pomeriggio alle 7 della mattina un via vai che fruttava dai sei agli ottomila euro al giorno per le circa 200 dosi vendute.

La lista degli arrestati: 
- Concetto Bonaccorsi (classe 1986)
- Roberto Pietro Bua (classe 1996)
- Giuseppe Campagna (classe 1959)
- Gianluca Caruso (classe 1992)
- Salvatore D'Ambra (classe 1982)
- Germain Saverio D'Orta (classe 1996)
- Orazio Fuselli, inteso Orazio u longu (classe 1983)
- Maria Barbara Gangemi (classe 1977)
- Biagio Andrea Giuffrida (classe 1992)
- Sebastian Guardo, inteso Seby (classe 1996)
- Massimo Gulisano (classe 1970)
- Giuseppe La Placa (classe 1979)
- Giuseppe Licciardello (classe 1998)
- Samuel Giovanni Linguanti (classe 1991)
- Lorenzo Cristian Monaco (classe 1988)
- Marco Palma (classe 1995)
- Edoardo Perciabosco (classe 1990)
- Damiano Pergolizzi (classe 1999)
- Iulian Marian Pintile (classe 1995)
- Antonio Graziano Pirrello (classe 1990)
- Giuseppe Pitarà, inteso Peppe il ponchio (classe 1983)
- Antonio Piterà, inteso Sette teste (classe 1984)
- Gabriele Giuseppe Piterà (classe 1982)
- Matteo Piterà (classe 1956)
- Giuseppe Ruscica (classe 1976)
- Giovanni Ivan Sangiorgio (classe 1991)
- Giuseppe Santagati (classe 1992)
- Marco Andrea Santagati (classe 1996)
- Pio Giuseppe Scardaci, inteso Peppe Bollicina (classe 1986)
- Alessandro Scalia (classe 1978)
- Gianluca Sciuto (classe 1986)
- Giordano Scuto (classe 1995)
- Mario Sicali, inteso Mario Pardo (classe 1995)
- Alfio Siriano (classe 1994)
- Gaetano Spampinato (classe 1990)
- Salvatore Strazzanti, inteso U Torinese (classe 1977)
- Ivan Torrisi (classe 1987)
- Alessia Virruso (classe 1986)
- Rosario Zito (classe 1980)

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