Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

Agguato a Librino, chi erano le vittime di viale Grimaldi
Tra i feriti c'è anche un uomo ritenuto vicino ai Cappello

A essere uccisi nella sparatoria di ieri sera in viale Grimaldi sono stati il 28enne Vincenzo Scalia e il 48enne Luciano D'Alessandro. Nel passato di entrambi ci sono diversi precedenti. Al vaglio degli inquirenti gli scontri per il controllo degli stupefacenti

Arresti per rapine, spari per sonni disturbati e bassa manovalanza. C'è questo nel passato di Luciano D'Alessandro e Vincenzo Scalia, le due vittime dell'agguato di ieri sera a Librino. I colpi d'arma da fuoco - non si sa ancora quanti - sono stati esplosi quando ancora c'era luce e hanno raggiunto anche altre quattro persone rimaste ferite: C. M. S, di 26 anni; A. C. B., di 31; L. G., di 56; e R. P., di 40. Portati in ospedale, le loro condizioni non sono state considerate tali da metterne a rischio la vita. 

Quella appena trascorsa è stata una notta particolarmente tesa. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e assegnata al pm Alessandro Sorrentino, ruota attorno all'ipotesi di uno scontro nato nel mondo della droga. Se si sia trattato di un'azione decisa dai vertici della criminalità organizzata o nata a livelli più bassi resta tutto da capire. Al momento gli investigatori non escludono nulla, compreso il fatto che il vero obiettivo dell'agguato potesse essere non D'Alessandro e Scalia ma uno dei feriti.

Il 56enne, per esempio, è stato tra le persone coinvolte - poi assolto alla fine del processo - nell'operazione Revenge 5 sul traffico di stupefacenti gestito dal clan Cappello-Bonaccorsi. La droga viaggiava anche sulle ambulanze di una onlus. Sulle pagine dei giornali, nel 2017, è finito anche il figlio, tra gli arrestati per il pestaggio al medico dell'ospedale Vittorio Emanuele e a sua volta coinvolto nel blitz Revenge 2, riguardante sempre il clan Cappello-Bonaccorsi. Secondo gli inquirenti entrambi sarebbero affiliati alla cosca. 

Ad avere precedenti penali erano anche le due vittime. Vincenzo Scalia, conosciuto anche con il soprannome di Enzo Negativa, a novembre era stato arrestato per evasione dai domiciliari. I carabinieri lo avevano trovato al bar con amici e parenti, anziché a casa. Tre anni prima, nell'estate del 2016, Scalia fu arrestato dopo avere esploso alcuni colpi d'arma da fuoco contro due persone in strada accusate di fare troppo baccano: un uomo di origini tunisine e una donna di nazionalità russa iniziarono a litigare, quando il 25enne dopo avergli intimato di smetterla iniziò a sparare. A casa di Scalia i poliziotti trovarono tre pistole Berretta, una delle quali risultata rubata. Poco dopo l'uccisione, a rendere noto il proprio cordoglio nei confronti di Scalia è stato il cantante neomelodico Niko Pandetta, che stamattina ha annunciato che dedicherà una canzone al 28enne. «Mi dicevi sempre quando mi scrivi una canzone. Non volevo farlo per la tua morte. Adesso sarai il mio angelo custode per tutta la vita, ti amo fratellino», ha scritto Pandetta in un post.

Nel passato del 48enne Luciano D'Alessandro, invece, a spiccare è il coinvoglimento nell'operazione che, nel 2008, portò la Squadra mobile di Catania ad arrestate il boss latitante Biagio Sciuto. L'uomo, insieme al capomafia e ad altre persone, assaltarono un rappresentante di gioielli mentre viaggiava in taxi in direzione dell'aeroporto Fontanarossa. Due anni più tardi, invece, D'Alessandro fu arrestato con l'accusa di avere derubato alcuni turisti tedeschi. Fondamentale per le indagini furono le fotografie che una delle vittime riuscì a scattare. 

Tra i nodi da sciogliere su ciò che è accaduto ieri, tra i civici 16 e 18 di viale Grimaldi, c'è il possibile collegamento con la gambizzazione di un giovane, avvenuta due giorni fa nel quartiere di San Berillo Nuovo. A restare ferito, in quel caso, era stato Salvatore Monaco, il cui fratello è ritenuto dagli investigatori il responsabile di San Berillo Nuovo, nonché legato alla famiglia degli Strano.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

Discariche di Motta S. Anastasia

Dalle proteste alle indagini che hanno scosso il settore dei rifiuti a livello regionale. La storia degli impianti di smaltimento della spazzatura che si trovano in contrada Tiritì e Valanghe d'inverno, tra i più grandi di Sicilia

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Combine Catania

Dall'arresto dei vertici della squadra rossazzura alla reazione dei tifosi e della città

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×