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Omicidio Calcagno, in manette un 49enne
La vittima seguita e freddata in campagna

Dario De Luca

Cronaca – Nelle scorse settimane era stato diffuso dai carabinieri un video in cui si vedeva il killer seguire e uccidere il contadino, all'intero del suo podere nella periferia di Palagonia. Possibile un collegamento con l'uccisione del consigliere Marco Leonardo, fatto per cui il bracciante era reo confesso

Potrebbe essere stato risolto l'omicidio di Francesco Calcagno. Il 58enne ucciso nella sua campagna, a Palagonia, lo scorso 23 agosto. I carabinieri hanno fermato un 49enne, Luigi Cassaro, originario di Licata, che potrebbe essere la stessa persona immortalata in alcuni video in cui si vedevano le fasi precedenti e successive al delitto. 

Filmati fondamentali per le indagini che sono stati estrapolati dal sistema di controllo che il bracciante agricolo aveva istallato nel suo podere. Calcagno era già noto alle cronache giudiziarie per essere a sua volta accusato di un altro fatto di sangue: l'omicidio del consigliere comunale Marco LeonardoUcciso il 5 ottobre 2016 dopo una furibonda lite tra i due in un bar del centro storico.

A occuparsi del caso sono stati i carabinieri del comando provinciale di Catania, insieme ai colleghi delle stazioni di Palagonia e Riesi, piccolo centro in provincia di Caltanissetta. Particolare quest'ultimo che potrebbe collocare geograficamente anche il luogo di provenienza dell'uomo accusato di essere il killer. Nelle scorse settimana era stata proprio l'Arma a diffondere alcuni video per chiedere ai cittadini di collaborare, fornendo particolari utili alle indagini per risalire all'identità del killer che, probabilmente, potrebbe essere arrivato da fuori i confini della provincia etnea. 

Sull'intera vicenda non si esclude un collegamento anche con i fatti del 2016, ovvero con l'uccisione di Leonardo, politico chiacchierato per un vecchio arresto, risalente al 2008, e la sua vicinanza ad alcuni personaggi di spicco di Cosa nostra tra Palagonia e Ramacca. Anche il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera sembrava non mettere in soffitta l'accostamento tra i due fatti di sangue: «Sembrerebbe una vendetta - diceva - ma si viaggia su tante ipotesi».