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Come sarà il parcheggio scambiatore Raffaello Sanzio
Meno posti auto e la prosecuzione del parco Falcone

Nei piani iniziali l'area doveva contenere 886 stalli, oggi scesi a 315. Cambi anche per la zona dedicata agli autobus del trasporto pubblico. Tre ingressi previsti (via Imperia, viale Sanzio e via La Spezia) con automatizzazione dei servizi per il pagamento 

Dario De Luca

Una «posizione strategica» che potrebbe trasformare l'area di piazzale Raffaello Sanzio in uno degli «snodi chiave» per la mobilità in città. Si parte da questo assunto per quello che sarà il nuovo parcheggio a due passi da via Vincenzo Giuffrida. Finito, insieme a quelli denominati Narciso e Acicastello, nella lista di opere che il Comune di Catania ha mandato al tavolo della Regione per ottenere i finanziamenti necessari alla costruzione. L'obiettivo dichiarato, come è possibile leggere in alcune relazioni che MeridioNews ha visionato, è quello di rendere effettiva la «vocazione della zona a parcheggio di scambio». Un progetto avviato nel 2003 con la concessione in gestione all'Azienda metropolitana trasporti - con il capolinea degli autobus - ma di fatto mai realmente messo in pratica. «Dopo una prima fase in cui ha funzionato discretamente - si legge nei documenti - si è assistito a un abbandono da parte dell'utenza». I motivi sono i più svariati e, tra le tante cose, bisogna anche ricordare che il piazzale per diverso tempo è stato usato, di notte, per il travaso di rifiuti dagli autocompattatori della nettezza urbana

Con la costruzione del parcheggio, che costerà otto milioni di euro, l'obiettivo dichiarato di Palazzo degli elefanti è quello di «intercettare il traffico veicolare privato in prossimità del limite comunale, offrendo agli utenti la possibilità di lasciare il proprio mezzo a favore di quello pubblico». La zona individuata è grande circa 23mila metri quadrati e punta al traffico proveniente dal viale Mediterraneo e dall'autostrada A18 Catania-Messina. Nel progetto sono previsti 315 stalli per gli autoveicoli - prima erano 603 - di cui alcuni per diversamente abili, vetture elettriche e biciclette. Gli ingressi previsti saranno tre: viale Sanzio, via La Spezia e via Imperia. 

In programma c'è anche la sostituzione delle due strutture fatiscenti utilizzate dalla Amt. Al loro posto ci sarà un unico prefabbricato, con servizi igenici e area d'attesa per chi viaggia con i mezzi pubblici. I lavori prevedono la demolizione della pavimentazione attuale con degli scavi di sbancamento e «la realizzazione di muri di contenimento, impianti di illuminazione e di video sorveglianza». 

Al progetto il Comune ha allegato anche un piano di gestione. In cui vengono messi nero su bianco i costi che bisognerà affrontare quando l'opera verrà realizzata. A partire dal verde pubblico. Con un parco urbano che sarà la prosecuzione di quello vicino intitolato al giudice Giovanni Falcone. Ingresso e uscita dei veicoli saranno regolati in maniera del tutto automatizzata, con casse per il prelievo ticket e per il pagamento. Il sistema dei ricavi avrà al primo posto il costo del parcheggio. Lo schema prevede la tariffa di un euro per soste fino a 60 minuti. Mentre si potrebbe passare a due euro per chi fermerà la macchina fino a tre ore. Mezza giornata potrebbe costare tre euro e cinque euro per 24 ore. E per incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici potrebbero esserci sconti, fino al 50 per cento, per chi abbina alla sosta del mezzo privato l'acquisto di un biglietto del trasporto pubblico.

La questione parcheggio scambiatore Sanzio è aperta sul tavolo del Comune da quasi vent'anni. L'opera era tra quelle pensate dall'allora sindaco Umberto Scapagnini, quando gli venne conferito l'incarico di commissario speciale per l'emergenza traffico e un budget di 850 milioni di euro. Il primo progetto, in project financing, prevedeva una struttura su due livelli, uno di questi interrato, per 886 posti auto, oggi scesi a poco più di 300, e un costo di 39 milioni di euro di cui 15 finanziati direttamente alla Regione. Sull'opera aveva puntato gli occhi pure Cosa nostra con l'imprenditore Mariano Incarbone e il capomafia Vincenzo Aiello. I lavori passarono a Filippo Lodetti Agliata, costruttore di Palermo poi indagato per Expo2015. Dopo un articolo del giornale CTzen (oggi MeridioNews) l'allora sindaco Enzo Bianco bloccò l'operazione. 

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