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Mineo, finisce l'era del «peggiore modello di accoglienza»
Mentre Salvini festeggia resta da fare la conta dei danni

Quello che è stato il Cara più grande d'Europa oggi chiude i battenti. Per l'occasione, nel Calatino, arriva il ministro dell'Interno che ha «mantenuto la promessa». Tra inchieste, processi e casi di cronaca, restano le storie dei migranti ospiti in questi otto anni

Marta Silvestre

Foto di: Marta Silvestre

Foto di: Marta Silvestre

Fatta la festa al Cara. «Sarò lì per festeggiare l'ennesima promessa mantenuta. Dalle parole ai fatti». Il ministro dell'Interno Matteo Salvini oggi sarà nel Catanese per chiudere definitivamente i cancelli di quello che, per anni e fino a pochi mesi fa, è stato il centro di accoglienza per richiedenti asilo più grande d'Europa. La promessa era stata fatta dal leader del Carroccio l'estate scorsa e ribadita in occasione della chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, nel Lazio. A dicembre erano cominciati gli allontanamenti dei migranti, finiti la scorsa settimana. Si chiude l'era di quello che, a più riprese, è stato definito «uno dei peggiori modelli di accoglienza in Italia» che, nei suoi otto anni di vita è stato al centro di inchieste giudiziarie e gravi casi di cronaca. Una chiusura che, comunque, non è stata una passeggiata di salute. A farne le spese sono stati soprattutto i lavoratori. Con l'introduzione del nuovo appalto erano già andati in fumo oltre 150 posti di lavoro. La prospettiva della chiusura ha fatto il resto e a nulla sono valse le molte manifestazioni. Nell'ultimo periodo, anche i migranti hanno protestato: per il cambio del menù della mensa e per il taglio dei ticket di viaggio

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