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Rifiuti: Sicula ricomincia a bloccare i camion da Catania
In attesa di soluzione, in città 3200 tonnellate di rifiuti

Quando sembrava che il capoluogo etneo avesse la speranza di tornare a una situazione di normalità, «tutto ha subìto una brusca frenata». Mentre il sindaco si confronta con l'assessora regionale, Cantarella pensa a un esposto in procura

Marta Silvestre

Foto di: Claudia Campese

Foto di: Claudia Campese

Negli ultimi giorni, qualcosa si è mosso per cominciare a risolvere l'emergenza rifiuti a Catania. Da oggi, però, tutto subisce «una brusca frenata», lamentano da Dusty perché sono ripresi i contingentamenti sui conferimenti alla discarica della Sicula Trasporti. Questa mattina, infatti, i mezzi che erano in fila dalle 5.30 davanti ai cancelli del sito di Grotte San Giorgio a Lentini hanno potuto conferire solo 400 tonnellate di spazzatura. Che è meno di quanto si produce in un giorno nel capoluogo etneo. Tutto il resto è tornato indietro. Il problema, però, è che per le strade di Catania ci sono ancora circa 3200 tonnellate di rifiuti accumulati da quando era arrivato lo stop di Sicula. «Il sindaco Salvo Pogliese ha avuto un'interlocuzione con l'assessora regionale Daniela Baglieri - conferma a MeridioNews l'assessore comunale ai Rifiuti Fabio Cantarella - per provare a trovare una soluzione concreta in tempi brevi». Il che, al momento, sembra un'impresa. 

Una soluzione che, per essere funzionale, dovrebbe prevedere «un aumento delle quote di rifiuti da poter portare in discarica. Quattrocento tonnellate in più al giorno - spiega Cantarella - per fare in modo che, in due o tre giorni, si possa azzerare quanto accumulato nei giorni passati e poi pensare smaltire solo l'ordinario». Dall'azienda che si occupa della raccolta e del trasporto dei rifiuti, intanto, per oggi aspettano indicazioni su come agire da parte della cabina di regia comunale. Nei giorni scorsi, l'ordinanza regionale aveva cominciato a dare qualche frutto. «Abbiamo messo in campo un numero di mezzi (ganci, gru, bobcat) che usiamo solo per le macrodiscariche - spiegano da Dusty - molto più di quelli previsti normalmente». Eppure, tutto questo non è bastato a risolvere la questione perché a Mezzogiorno di ieri le vasche di Sicula erano già sature e i cancelli sono stati chiusi. E da oggi si ricomincia con i contingentamenti

«Io ho intenzione di fare un esposto alla procura - annuncia l'assessore - per informare della enorme quantità di rifiuti che ho sul territorio e per chiedere che intervenga per fare in modo che tutti gli attori del sistema discariche si parlino per trovare una soluzione definitiva». Nei giorni scorsi, era arrivato l'ok da parte della discarica di Siculiana della Catanzaro Costruzioni a ricevere i rifiuti del Catanese - anche se i sindaci avevano provato a stoppare gli ingressi - mentre più resistenze erano state avanzate dalla discarica pubblica di Gela. Intanto, in città continuano a essere bruciati i cassonetti. «Solo nella mattinata di oggi - dicono da Dusty - altri nove contenitori sono stati dati alle fiamme tra via dei Piccioni e via Sabato Martelli Castaldi». Il segno dell'esasperazione di alcuni cittadini che, però, in questi giorni, pare abbiano approfittato anche per svuotare le cantine accumulando accanto ai cassonetti rifiuti di ogni tipo. 

«Per decenni, Sicula ha accolto i rifiuti di mezza Sicilia - sottolinea l'assessore Cantarella - Ora è il momento che le altre discariche dell'Isola dimostrino reciprocità nella solidarietà». Se questo avverrà, potrà riprendere la raccolta della spazzatura accumulata fuori dai cassonetti, ai bordi delle strade, sotto le fermate degli autobus. «Come abbiamo già fatto - dice - continueremo a seguire la stessa ratio per la scelta delle zone prioritarie su cui agire». Un criterio basato sull'urgenza e sul pericolo. «Partiamo dalla aree in cui ci sono vicino scuole, ospedali o punti critici come, per esempio - spiega Cantarella - distributori di benzina e condutture del gas che, in caso di incendio, diventerebbero un pericolo. Inoltre - conclude - abbiamo un occhio di riguardo per i siti storici più frequentati dai turisti per provare a non presentare loro un pessimo biglietto della città».

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